Menhir e tombe dei Giganti
Ciao Jet!
ti scrivo alle 7 del mattino prima di andare a lavoro. in questi giorni mi sto svegliando sempre intorno alle 6.30… non so perché, sarà questa primavera molto “estiva”.
Sono strafelice per il tuo aumento di stipendio. Anche questo è un piccolo esempio di quanto siano diverse l’Australia e l’Italia.
Venerdì io e il mitico magico topo siamo dovuti andare a Sassari per un impegno improrogabile. Dovevamo essere lì alle 8.30 del mattino e così siamo partiti alle 5:30.
Sorprendentemente alle 10.00 avevamo finito tutto e abbiamo ripreso la strada di ritorno. Ma visto il sole splendente, il cielo limpido e una rigogliosa natura verdeggiante nutruita con generosità dalle pioggie invernali, abbiamo deciso di non tornare in città.
Così dopo dieci anni esatti dalla prima e unica volta che eravamo stati lì abbiamo deciso si andare a cercare il sito archeologico di Tamuli a Macomer.
Era esattamente come lo ricordavamo. Una piccola tomba dei giganti e una più grande con l’ingresso ben visibile che ti accoglie come madre natura in persona, sei bettili che sembrano camminare sull’erba austeri e invincibili, lì fermi nell’eternità, il nuraghe sommerso dalle piante, casa di lucertole e bruchi che diventeranno presto farfalle, numerosi tumuli con le loro teste cespugliose. Un luogo indescrivibile per le sensazioni che trasmette e per i ricordi che custodisce. Visto che ora devo andare a lavoro, per il momento puoi vedere le foto di Tamuli.
bacio
Lag

